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domenica 20 novembre 2011

Giornata altoatesina delle erbe

Domenica scorsa siamo stati alla Giornata delle erbe, organizzata presso l'Istituto agrario di Laimburg. Nonostante il pomeriggio tetro e freddo, i colori e i profumi delle erbe ci hanno rallegrato la giornata.




martedì 5 luglio 2011

Dolce dormire nel letto di cirmolo

Il cirmolo o pino cembro è un albero di alta montagna, che cresce molto lentamente e impiega 500 anni per arrivare alla piena maturazione. Dalle sue pigne si possono ricavare dei pinoli dal sapore un po’ più resinoso di quelli normali.
Il legno del pino cembro è molto leggero e tenero e per questo motivo è il legno preferito dagli scultori. Ha inoltre un intenso profumo aromatico, che perdura a lungo. Se provate ad avvicinarvi a statue o mobili vecchi, fatti di cirmolo, ne sentirete ancora l’aroma. 


Tradizionalmente nelle nostre zone con questo legno venivano rivestite le “stube” stile tirolese e costruiti i mobili. Se invece i mobili venivano fatti con legno di altro tipo, ad esempio di abete, veniva comunque inserita una parte in cirmolo: questo perché ha il potere di tenere lontano le tarme.
Quando abbiamo deciso di far costruire i mobili della nostra camera da letto con questo legno, però, non è stato solo per una questione di tradizioni o di prevenzione delle tarme, ma soprattutto per i suoi effetti benefici, che già i nostri nonni conoscevano.

martedì 21 dicembre 2010

Oleolito di timo e rosmarino


Chi come me ha sempre i piedi freddi e anche d’estate dorme in mutande ma non rinuncia mai ai calzini, potrà beneficiare degli effetti “riscaldanti” dell’oleolito di timo e rosmarino, soprattutto se abbinato a un rilassante massaggio fatto dal maritino (speriamo che legga….). 


domenica 26 settembre 2010

Essiccare le erbe: salvia ed erba cipollina

L'autunno si fa pian pianino sentire e vedere, con i suoi colori, e le erbe che ho coltivato quest'estate sul balcone stanno progressivamente andando a riposo.

Come vi dicevo nel post sull'essiccazione solare e in quello sull'essiccatore elettrico, un ottimo sistema per conservarle e renderle disponibili per l'inverno è quello della disidratazione, fatta appunto tramite essiccazione.
Prima di partire per le vacanze ho quindi essiccato: salvia, erba cipollina, basilico, prezzemolo, maggiorana e rosmarino, oltre che menta e melissa da utilizzare per le tisane. Non coltivo invece il timo in vaso, perchè dalle nostre parti è diffusissimo quello selvatico e preferisco utilizzare quello. Ne avevo fatto una buona scorta quest'estate ed è già bello essiccato nel suo sacchettino di carta.
La salvia è una pianta perenne, direi la pianta aromatica per eccellenza visti i numerosi utilizzi sia in cucina che come rimedio naturale. Ne esistono tantissimi tipi (alcuni potete ammirarli al giardino botanico di Merano), sembra oltre 900.



lunedì 9 agosto 2010

Oleolito di calendula


Quando Dio ha creato le piante e ce le ha donate perchè le utilizzassimo per migliorare la nostra salute, ha anche fatto in modo che i principi attivi che contengono si potessero ottenere in vari modi, alla portata di tutti. Ad esempio, attraverso l'acqua, con decotti o infusi. Oppure estraendoli tramite l'alcol, come nel caso delle tinture madri, o attraverso altri sistemi di estrazione, come l'aceto, il vino, lo zucchero, la glicerina. 
Una delle sostanze estrattive più utilizzate nella tradizione popolare è l'olio. Nelle nostre case non manca mai l'olio di iperico, o quello di calendula, come rimedio per le piccole scottature casalinghe o per la pelle che ha preso troppo sole. 
A differenza delle altre sostanze, però, l'olio ha però una capacità estrattiva piuttosto bassa ed ha quindi bisogno di un tempo di macerazione abbastanza lungo. 
Il procedimento per ottenere un buon oleolito di calendula è molto semplice. Basta armarsi di un vasetto di vetro, nel quale si inseriranno i fiori di calendula spezzettati per circa 1/4 del vaso. Poi si riempie fino a 3/4 circa di olio, ovviamente di provenienza biologica. 
Si mette a macerare al sole per almeno un mese, meglio due, poi si filtra con una garza, spremendo bene, ed è pronto all'uso. 
Durante l'esposizione al sole, vedrete che nel vaso si formano delle goccioline: è quello che gli alchimisti chiamavano "flegma", cioè il contenuto di acqua della pianta, che sta evaporando. L'ideale per ottenere un oleolito perfetto sarebbe aprire il vaso ogni giorno e togliere le goccioline d'acqua passando sul vetro con una garzina di cotone. Un'alternativa a questo potrebbe essere mettere una garza di cotone al posto del tappo, in modo che l'acqua possa evaporare senza ostacoli, ma secondo alcuni in questo modo se ne va anche una parte di principio attivo.


Un oleolito si conserva tranquillamente per un anno, ma se conservato bene, cioè in luogo fresco e buio o in un contenitore scuro che lo ripari dalla luce, può conservarsi anche più a lungo.
Rispetto a quale olio sia meglio utilizzare, esistono varie teorie: c'è chi dice che è meglio l'olio extravergine di oliva, chi invece dice che quello di oliva irrancidisce facilmente e consiglia quello di semi di girasole, chi infine utilizza quello di ricino. Chi volesse invece preparare una preziosa crema idratante alla calendula per la propria pelle, può anche utilizzare l'olio di mandorle. 
Io ho provato negli anni sia la versione con olio di oliva che quella con olio di semi di girasole. Hanno anche consistenze diverse, l'oleolito con olio di oliva è più denso e untuoso, mentre quello di olio di semi è più fluido e si assorbe meglio. 
Non ho purtroppo nessun consiglio in merito alla problematica dell'irrancidimento, visto che ormai riesco a dosare bene la quantità annua che usiamo in casa. E soprattutto, a causa della mia proverbiale sbadataggine ai fornelli e con il ferro da stiro, finisce sempre mooooooolto prima di poter irrancidire...!

venerdì 6 agosto 2010

Sciroppo di menta selvatica

Dopo quello di menta e melissa e quello di sambuco, questa settimana mi sono dedicata alla preparazione dello sciroppo di menta selvatica, usando una ricetta della Bruna.

giovedì 8 luglio 2010

La spesa al supermercato della natura

Come vi ho già detto, per me utilizzare quello che la natura offre è una cosa naturale. Questo piacere diventa ancora maggiore quando ho la possibilità di frequentare dei luoghi che sono lontani da qualsiasi fonte di inquinamento, e che quindi offrono "prodotti" incontaminati. In questo mese sono stata precchie volte alla baita, con Angela nella fascia. 

 

sabato 3 luglio 2010

Come pulire i noccioli di ciliegie


Dopo essermi ripresa dalla brutta avventura di ieri sera e dopo aver osato assaggiare, seppur con molta circospezione, la marmellata, oggi mi sono dedicata alla pulizia dei numerosi noccioli. 


venerdì 7 maggio 2010

Miele di tarassaco

dandelion honey

In questo periodo i prati sono costellati da tantissimi fiori gialli, il tarassaco. Oltre che aggiunti all'insalata, i fiori sono utilizzati anche per ricavare una specie di miele, che è molto utile contro la tosse
Di seguito trovate la ricetta, ma attenzione: ne esistono molte varianti, ognuna delle quali permette di ottenere un miele più o meno denso e gelatinoso.



lunedì 12 aprile 2010

Tarassaco, menù completo


Primavera, tempo di erbe spontanee commestibili da raccogliere e mangiare. L'uomo nella sua lunga storia è sempre stato un raccoglitore e si è sempre cibato di quanto offre spontaneamente la terra. Poi è arrivata l'agricoltura, l'uomo è diventato stanziale per coltivare al meglio la terra e ha pian piano perso l'abitudine di cibarsi di piante spontanee. Un vero peccato. Il supermercato di Madre Terra è sempre ben fornito, soprattutto in primavera. Un'erba che mi piace molto è il tarassaco (dente de chen, pissacan, dente di leone). 


Del tarassaco si possono mangiare i boccioli (sotto sale, sott'olio o sott'aceto), le foglie (crude in insalata o cotte), i fiori (aggiunti all'insalata così come sono, messi in pastella e fritti o trasformati in ottimo "miele" per la tosse), e anche la radice un tempo veniva usata come surrogato del caffè. Quindi un vero e proprio menù, dall'antipasto al caffè!


Il tarassaco è molto utilizzato anche in fitoterapia per le sue proprietà depurative.

martedì 2 marzo 2010

Depurarsi con i limoni



Marzo, il mese adatto per una bella cura disintossicante con i limoni. Da anni tento di farla, ma ahimè finora non sono mai riuscita a finirla.... 
E' una cura molto semplice, che consiste nel bere la mattina a digiuno il succo del limone spremuto (ovviamente di limoni biologici non trattati).