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lunedì 14 novembre 2011

Bebè a costo zero

bebè a costo zero
Avere un figlio costa e un bebè a costo zero sembra quasi una missione impossibile.  
Spesso sui giornali si leggono articoli sulle spese che le famiglie devono sostenere per i figli, soprattutto durante il primo anno di vita.
Pannolini, carrozzine e passeggini, omogeneizzati e farine, ciucci e biberon, fasciatoi, lettini, "maialini" mangia pannolini, box, palestrine, prodotti per l'igiene del bebè, vestitini, giochi,  ecc. comportano in effetti dei costi altissimi e del resto quando si aspetta un bambino è difficile orientarsi e capire veramente quali cose sono necessarie e quali sono invece bisogni indotti dalla pubblicità.
Nel libro "Bebè a costo zero. Guida al consumo critico per accogliere e accudire al meglio il nostro bambino" (ed. Il Leone Verde), di Giorgia Cozza, la questione viene posta sotto un'altra prospettiva: i nostri figli hanno bisogno di noi, non della vagonata di robe che possiamo acquistare per la loro cura. 

lunedì 4 ottobre 2010

Allattare secondo natura

Visto che dal 1 al 7 ottobre è la Settimana dell'allattamento materno, ho pensato di parlarvi di un libro, "Allattare secondo natura" di Veronika Sophia Robinson (edizioni AAM Terranuova). 
L'ho comprato l'anno scorso a dicembre, quando ormai Angela aveva sei mesi e la "regola" diceva: svezzare. Prima non mi ero mai interessata a libri su questo argomento, perchè l'allattamento con Angela era iniziato bene e non avevo mai avuto nessun tipo di problemi, nè fisici (ragadi, ingorghi o altro) nè psicologici. 

mercoledì 16 giugno 2010

Tagliando dei 12 mesi

Oggi sono stata con Angela dal pediatra, per il bilancio di salute dei 12 mesi. Il discorso è finito inevitabilmente sul tema svezzamento, dal momento che qualche mese gli fa avevo suggerito di leggere "Io mi svezzo da solo" di Lucio Piermarini, visto che io avevo appunto deciso di adottare l'autosvezzamento.


venerdì 15 gennaio 2010

"Modulistica" per lo svezzamento

 
Ieri il pediatra mi ha consegnato le informazioni per svezzare, cioè le solite tabelle e schemini fissi, la ricettina per la prima pappa, ecc. Sinceramente li ho presi e l'ho pure ringraziato, ma non li ho nemmeno guardati: ho già deciso da un pezzo come svezzerò Angela, o meglio, come la lascerò svezzarsi da sola


martedì 22 dicembre 2009

Io mi svezzo da solo

Sullo svezzamento tradizionale, fatto con schemi, ricettine e tabelle, ho sempre avuto qualche dubbio. 
Sul fatto che non volevo dare omogeneizzati, liofilizzati e farine precotte a mia figlia, invece, non ho mai avuto dubbi, anche perchè non ci sono garanzie rispetto agli ogm, e comunque vanno ad alimentare tutta una serie di affari di farmaceutiche e multinazionali, affari ai quali voglio contribuire meno possibile. 
Sul fatto che doveva esserci coerenza tra l'allattamento a richiesta e lo svezzamento, sono sempre stata convinta.


venerdì 4 dicembre 2009

Pappe e medaglie


Uno dei motivi per cui non sono mai andata volentieri al consultorio pediatrico (per le pesate o altro) è che faccio molta fatica a confrontarmi con certi discorsi che a me, scusate la franchezza, proprio non tornano. Tipo: "devo andare a casa, perchè lui alle 12 in punto mangia le pappe, ha 4 mesi e mezzo eh!". Come se fosse chissà che conquista dar le pappe a quell'età. Mica ti danno la medaglia!
Voglio dire: nulla in contrario se un bambino viene svezzato presto se la mamma inizia a esser troppo stanca per l'allattamento, o se non può più allattare perchè deve prendere dei farmaci o altri giustissimi motivi. Ma farlo con questo spirito di competizione, del tipo "io sono più brava perchè l'ho fatto mangiare pappe prima degli altri", questo no, non lo condivido. 

A dire il vero, ultimamente questi discorsi mi sembra di sentirli più del solito, e devo essere sincera: quando li sento, mi guardo attorno con aria assente. Ogni tanto mando qualche sguardo sconsolato al bambino, che ricambia con aria altrettanto desolata.
E' vero, allattare costa fatica, tanto tempo e atteggiamento mentale giusto. Certo non si può e non si deve pretendere che tutte le mamme seguano le indicazioni dell'OMS rispetto alla durata dell'allattamento, che è consigliato almeno fino ai 6 mesi di età, ma mi intristisco quando si parla di questa esperienza meravigliosa come di qualcosa riservato ai neonatini e da superare il prima possibile. 

E soprattutto mi chiedo quali messaggi vengano veicolati dai mezzi di comunicazione, dagli operatori sanitari, dalla gente rispetto all'importanza dell'allattamento.