martedì 24 agosto 2010

La formula giusta per crescere bene


La storia dell'introduzione del latte artificiale (detto "formula") è abbastanza singolare: fu introdotto per salvare la vita a un neonato prematuro, la cui mamma era gravemente ammalata e impossibilitata ad allattare il figlio. 
Da alimento creato per un caso estremo, è diventato oggi uno dei business più contesi dalle varie multinazionali in giro per il mondo.

La strada per passare da "alimento per bambini malati" ad "alimento per bambini dell'universo mondo" è stata lastricata di velate allusioni al fatto che il latte materno fosse meno nutriente della formula, di dubbi insinuati sul fatto che le madri non ne avessero a sufficienza, di attività promozionali in ambito medico pediatrico, a volte anche al limite della legalità. 

Del resto, il sistema non è certo nuovo: basti ricordare la recentissima (luglio scorso) "confessione" della Johnson & Johnson al Wall Street Journal, sul fatto che pagano i medici per spingere i loro prodotti durante le conversazioni con i pazienti.
Anche per il latte artificiale è andata e sta andando un po' così, se volete approfondire leggete qua.  E' un sito curato da operatori sanitari liberi, che hanno deciso di non accettare più finanziamenti e regali dall'industria del farmaco.
Ci sono però molti casi in cui il latte artificiale è una vera ancora di salvezza, e menomale che c'è, sia per il benessere del bambino che della mamma. 
Ho conosciuto molte mamme che dopo svariati tentativi di allattamento alla fine hanno utilizzato la formula. Sono delle mamme bravissime e molto attente ai bisogni dei loro bambini, sicuramente non sono meno "mamme" perchè non hanno allattato. Come sempre ogni persona ha una storia unica e non paragonabile a quella degli altri. E questo vale anche per l'allattamento.

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